Associazione Culturale “L’Officina dei Sogni”
Da anni l’Associazione è impegnata nell’elaborare e nel realizzare, presso agenzie culturali, progetti relativi alla promozione ed alla diffusione della cultura cinematografica e visuale.
Le attività promosse, all’interno degli itinerari cercati, mirano all’analisi del potenziale comunicativo ed espressivo del testo iconico (con particolare riferimento al cinema); ciò allo scopo di far acquisire ai fruitori la consapevolezza di come la visione di immagini, in movimento o fisse, sia non solo flusso di emozioni ma anche operazione complessa da modularsi su quella pluralità di livelli (socioculturali, tematici, linguistici, narratologici, estetici) di cui il testo medesimo è portatore.
Una “alfabetizzazione” alla cultura audiovisiva attraverso l’acquisizione di adeguate abilità e idonee strumentazioni teoriche che consentano di conseguire competenze finalizzate ai processi di lettura, alle procedure di analisi, alle elaborazioni interpretative di testi filmici ed iconici.
2025 e 2026
L’OFFICINA DEI SOGNI
presenta
i corsi a cura di Pierluigi Ghezzi
primo corso
IL CINEMA E LE ARTI VISIVE: RISONANZE

[sul set de “La ragazza con l’orecchino di perla”]
—“Fin dai primi fotogrammi Lumière, l’occhio-cinema si è preoccupato di rielaborare e di riorientare la visione: ha definito, inquadrato, enfatizzato pezzi di vedute, oscillando tra la descrizione e l’evocazione, tra il fotografico e il pittorico.
Non a caso, quando nacque il cinema, la fotografia stava diffondendo a livello di massa il gusto per la riproduzione mentre la pittura era alle soglie della scelta estetica più importante dopo il Rinascimento: quella dell’astrazione.
E’ dunque, in mezzo a simili polarità, negli interstizi di questa storia che il cinema ha iscritto la propria particolare maniera di guardare”
[“L’occhio interminabile”, Jacques Aumont]
UN FONDAMENTO TEORICO
LE ARTI VISIVE: QUESTIONI DI INTERMEDIALITA’
—“La prospettiva più corretta con cui guardare agli interscambi che si verificano tra le arti e le forme comunicative non [è da intendersi] in termini di “mere” influenze di un medium su un altro o di rapporti comunque univoci, rigidamente monodirezionali; ma piuttosto andando a sostituire il termine “influenza” con quello di circolazione (di motivi, topoi, strategie linguistiche e narrative ecc.), evidenziando la reticolarità e la bidirezionalità degli scambi piuttosto che una loro supposta linearità”
[“Visioni di altre visioni: intermedialità e cinema”; Giovanni Guagnelini, Valentina Re]
Dunque una densa dinamica di relazioni attraversa gli ambiti delle arti visive in un vorticoso sistema di scambi intertestuali: dal prelievo alla commistione, dalla citazione al plagio, dall’attrazione al rifiuto, alla parodia ecc.
IL “CINEMA IMPURO” (André Bazin)
—Da un lato il cinema sceglie di attraversare l’artistico impregnandosi metodicamente delle proprietà, delle forme e delle figurazioni delle arti in un rapporto di arricchimento.
Dall’altro il cinema tende a superare i modelli formali e le logiche estetiche specifiche delle pratiche artistiche per realizzare una nuova forma che non è semplicemente la somma o la sintesi delle arti ma il loro superamento in una differente struttura dinamica che ha caratteri del tutto peculiari” [Paolo Bertetto]
Il cinema, dunque, viene individuato e indagato in quanto fase cruciale nella storia della visione, luogo privilegiato delle interazioni tra i media visivi; cinema e media visivi che collaborano a costruire la figura di quell’uomo “visionario” da sempre pronto a variare nel tempo la composizione chimica del suo sguardo per modularlo sui differenti oggetti della visione; una sofisticata propensione, quella dell’ “aprire gli occhi”, una “disposizione alla meraviglia” alla ricerca di sempre nuove occasioni di sollecitazione e gratificazione del proprio sguardo
ELEMENTI STRUTTURALI IN COMUNE
All’interno delle produzioni delle arti visive possono essere individuati numerosi percorsi di contiguità relativi al rappresentare universi tematici e figurativi: comunanze che si innervano sui territori delle elaborazioni spazio-temporali, della messa in scena, delle costruzioni dei corpi (posture, atteggiamenti, gestualità, espressioni, sguardi) ecc.
OMOLOGIE LINGUISTICHE
Sul più stretto piano delle relazioni linguistiche le omologie riguardano gli aspetti figurativi, relativamente alla strutturazione compositiva, all’assunzione del punto di vista, ai confini delle immagini, ai valori luministici e cromatici, al dislocarsi dei piani, agli andamenti ritmici…
“SCONFINAMENTI”
Protagonisti che transitano da un territorio artistico ad uno o più altri (da Kubrick a Greenaway, da Godard a Warhol) sperimentando, attraverso media diversi, nuove modalità espressive
TEMATICHE RELATIVE AGLI INCONTRI
Particolare attenzione sarà dedicata alle relazioni tra cinema e pittura e a cinema e fotografia; diramazioni riguarderanno i rapporti del cinema con il fumetto, il videogioco, le installazioni
METODOLOGIA
Nel corso degli incontri verranno proiettati e messi a confronto materiali audiovisivi di diversa provenienza; cantieri aperti al cui interno, mantenendo sempre il cinema come asse portante, individuare la complessità delle relazioni che intercorrono tra le aree della visualità
MODALITA’: gli incontri si svolgeranno tramite la piattaforma “Zoom”, scaricabile gratuitamente; 20 incontri, 2 ore ciascuno, cadenza settimanale, il venerdì con orario 17:00/19:00
PERIODO: OTTOBRE 2025 / MAGGIO 2026
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secondo corso
IL CINEMA FABBRICA DELL’IMMAGINARIO: COME LO SCHERMO RACCONTA LE SUE STORIE

[“I racconti del cuscino”, Peter Greenaway]
—“La vita mi pare tollerabile solo se la si inganna” [Flaubert]-
–“Con tutte quelle storie per la testa tu vivi come per procura”
[Eugenia-Villoresi al proiezionista Luigi-Troisi in “Splendor”]
NARRAZIONI
—“Le nostre vite sono strettamente intrecciate alle narrazioni, alle storie che raccontiamo o che ci vengono raccontate, a quelle che sogniamo o immaginiamo o vorremmo poter narrare”
[Peter Brooks, “Trame”]
—“I soggetti umani sono per natura soggetti che raccontano storie, le quali forniscono coerenza e continuità all’esperienza soggettiva e hanno un ruolo centrale nella comunicazione e nella costruzione di conoscenza intersoggettivamente validata…
Attraverso il dispositivo narrativo l’agire umano viene ad essere collocato in uno specifico tempo e spazio, viene inserito in rapporti di causa – effetto e/o di reciprocità con altre azioni ed eventi…
Attraverso la narrazione l’uomo conferisce senso e significato al proprio esperire e delinea coordinate interpretative [relativamente all’accaduto] e prefigurative [relativamente alla progettualità] di eventi, azioni, situazioni e su queste basi costruisce forme di conoscenza che lo orientano nel suo agire.
Il dispositivo narrativo consente ai soggetti di ripensare le proprie esperienze e le proprie azioni ricostruendone il senso ed evidenziandone le possibili linee di sviluppo, portandone alla luce le intenzioni, le motivazioni, le opzioni etiche e valoriali in esse implicite, inscrivendole all’interno di una serie di significati culturalmente condivisi, riconoscendo ad esse continuità ed unità…
Attraverso il “pensiero narrativo” l’uomo realizza una complessa tessitura di accadimenti ed eventi utilizzando trame ed orditi paralleli e complementari…
In effetti le esperienze umane non rielaborate attraverso il pensiero narrativo rimangono accadimenti ed eventi opachi…restano accadimenti ed eventi senza relazioni, privi di senso e di qualsivoglia significato…la narrazione dà ad essi una forma che renda possibile:
—descriverli e raccontarli ad altri
—tentare di spiegarli alla luce delle circostanze, delle intenzioni, delle aspettative di chi ne è protagonista
—conferire loro senso e significato, collocandoli nel contesto di copioni, routine, repertori socioculturalmente codificati”
[Maura Striano, “La narrazione come strumento interpretativo ed ermeneutico”]
Una narratività espansa, miriadi di storie che, comunicate attraverso una pluralità di canali e di supporti, vanno a condensare il nostro immaginario; si narra attraverso le parole (scritte o comunicate oralmente) ma, da sempre, si narra anche attraverso le immagini (incisioni, disegni, quadri, vetrate…)
PROGRAMMA
PRIMO MODULO
1—NARRAZIONE PRATICA IRRINUNCIABILE: RACCONTI ORALI, SCRITTI, PER IMMAGINI
2—PERCHE’ AMIAMO LE STORIE: LE ESCHE DELLA NARRATIVITA’
3—A COSE SERVONO LE STORIE: LE MOLTEPLICI FUNZIONI DELLA NARRAZIONE
4—IL CINEMA DA SEMPRE GRANDE AFFABULATORE
5—LE SACCHE DI NON NARRATIVITA’: AVANGUARDIE STORICHE, CINEMA UNDERGROUND
6—L’ARTE DI RACCONTARE STORIE PER LO SCHERMO: LA SCENEGGIATURA, ELEMENTI STRUTTURALI
7—COSTRUIRE MONDI FINZIONALI: ORGANIZZAZIONE DEGLI EVENTI, STRUTTURAZIONE DEGLI AMBIENTI, COSTRUZIONE DEI PERSONAGGI
8—RACCONTARE MONDI FINZIONALI: COORDINATE SPAZIOTEMPORALI, NESSI DI CAUSALITA’, DISTRIBUZIONE DELLE INFORMAZIONI, FOCALIZZAZIONE
9—REGIMI NARRATIVI FORTI / DEBOLI
10–OPACITA’ NARRATIVE: “LOSING THE PLOT”, LA FATICA DI FRUIRE LE STORIE
SECONDO MODULO
11— FASI STRATEGICHE NELLA NARRAZIONE FILMICA: L’INCIPIT
12—FASI STRATEGICHE NELLA NARRAZIONE FILMICA: IL CLIMAX
13—FASI STRATEGICHE NELLA NARRAZIONE FILMICA: IL FINALE
14—UNA CORRISPONDENZA AMOROSA: CINEMA E ROMANZO, COMPLESSITA’ DELLE RELAZIONI
15—EVOCAZIONE / NARRAZIONE: STORIE DA IMMAGINARE / STORIE DA VEDERE
16—STORIE CHE SI SPECCHIAMO IN ALTRE STORIE: FILM CHE RACCONTANO DI SCRITTORI, LETTORI, ROMANZI
17—ROMANZI CHE RACCONTANO STORIE RUBATE AL CINEMA: LA NOVELLIZZAZIONE
18—IL CINEMA IMPRONTA LA LETTERATURA: SCRITTORI “FILMEGGIANTI” E NUOVE MODALITA’ NARRATIVE
19—LA LETTERATURA IMPRONTA IL CINEMA: GENERI, ORGANIZZAZIONI NARRATIVE, ANDAMENTI DRAMMATURGICI
20—FURTI DI LETTERATURA: L’ADATTAMENTO
METODOLOGIA
In ogni incontro si alterneranno brevi esposizioni teoriche, proiezione e analisi di sequenze ad esse correlate e interventi dei partecipanti
INFORMAZIONI
LUOGO DEGLI INCONTRI:
LIBRERIA PASSAPAROLA – VIA DELLA BALDUINA, 122 – ROMA
PERIODO:
OTTOBRE 2025 – MAGGIO 2026
Info: Pierluigi Ghezzi ✆ 388 8180165 – pierluigighezzi1948@libero.it
Link alla descrizione dei corsi
LA NARRATIVITA' NEL CINEMA CINEMA E PITTURA IL CINEMA ITALIANO SPECCHIO DEL SOCIALE: DAL DOPOGUERRA AGLI ANNI '80 ANNI RUGGENTI: IL CINEMA ITALIANO DEI '60 -'70 CINEMA E FOTOGRAFIA: AFFINITA 'ELETTIVA? LA STRUTTURA-GENERE: UN SISTEMA IMPRESCINDIBILE CINEMA E LETTERATURA RACCONTANO LA FIGURA SPETTATORIALE: DENTRO LO SGUARDO LA MEMORIA NEGLI OCCHI: IL CINEMA USA ANNI '60 -'70 LA DIMENSIONE LINGUISTICA NEL FILM UNA PROSPETTIVA SOCIOLOGICA: IL CINEMA ITALIANO E LO SPIRITO DEL TEMPO CINEMA ITALIANO E MIGRAZIONI
CINEMA E ALTRE MANIFESTAZIONI
LO SCHERMO NON PACIFICATO
LA SERIALITA'
IL CINEMA DEL NUOVO MILLENNIO
CINEMA E CIBO
L'OMBRA E IL SUO POTERE

